REGIONE VENETO - U.L.S.S. 9 - TREVISO

Ospedale Regionale " Ca' Foncello"-Treviso

Gruppo per lo studio della Disfagia

Coordinatore: Dr. Giuseppe Di Falco

Direttore Dipartimento di Chirurgia

Riabilitazione

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U.O. DI RECUPERO E RIEDUCAZIONE FUNZIONALE 

Specialista referente: Dr. F. Benvegnù

 

Compito della medicina riabilitativa

 

Occuparsi dell'individuo nella sua globalità al fine di ridurre o compensare la sua disabilità.

Le disfagie di origine neuromuscolare fanno parte di un corredo di menomazioni che può presentare il paziente con patologia neurologica (S.M., S.L.A., Parkinson, esiti di coma, esiti di accidenti cerebrovascolari, ecc).

Anche un distrurbo della deglutizione può determinare una disabilità ed un handicap dal momento che può impedire il partecipare a tanti aspetti della vita sociale che sono importanti.

 

L'intervento riabilitativo

 

E' rivolto all'individuo nella sua globalità fisica, psichica ed esistenziale.

L'intervento, infatti, per essere significativo, deve considerare la situazione neurologica complessiva, le condizioni familiari, l'eventuale presenza associata di aprassia, disartria, afasia, emisomatognosia, ecc.

Da qui l'importanza di esaminare il disturbo della deglutizione non come un fatto a sé stante, ma come disturbo inserito nell'ambito di una disabilità più complessa.

L'intervento riabilitativo prevede la stesura di un progetto riabilitativo: la presa in carico clinica riabilitativa globale del paziente.

Questo si realizza attraverso programmi riabilitativi personalizzati. 

L'elaborazione del programma riabilitativo è possibile solo attraverso un lavoro di equipe multiprofessionale ed interdisciplinare, essendo realizzata con il contributo di tutte le tipologie professionali che compongono l'unità operativa in rapporto alle rispettive competenze.

 

Obiettivi del trattamento riabilitativo

 

Gli obbiettivi del trattamento riabilitativo variano a seconda della patologia che presenta il paziente. Per quanto riguarda il paziente affetto  da patologia neurologica, dobbiamo differenziare le patologie acute (esiti di accidenti cerebrovascolari, esiti di coma post-traumatico), che determinano esiti stabili, per le quali vengono stabiliti obiettivi di recupero funzionale migliorativi e dove l'alimentazione artificiale enterale o parenterale rappresenta un  momento transitorio del decorso post-traumatico, che la rieducazione aiuta a superare il più rapidamente possibile, dalle patologie degenerative (S.L.A., SM, morbo di Parkinson, miastenia gravis), dove l'intervento sarà tanto più efficace quanto più precoce e mirerà al massimo recupero possibile in prima battuta, in seguito al mantenimento della situazione, compensando opportunamente il paziente, in modo da evitare o ritardare il più possibile il ricorso all'alimentazione artificiale.

Il programma riabilitativo deve essere quindi modificato su base individuale a seconda delle sindromi in cui si evidenzia la disfagia ed i problemi devono essere affrontati specificatamente e singolarmente, ma anche secondo criteri di priorità e di comprensione globale dell'individuo  e della sua malattia.

Diverse saranno pertanto le strategie e la prognosi nel coma post-traumatico (importanti i problemi di attenzione e cognitivi), nelle malattie degenerative (mantenimento delle capacità di alimentazione orale), negli accidenti vascolari (stimolazione adeguata e compenso del deficit).

 

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III CHIRURGIA

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Aggiornato il: 16-09-02.